Un disturbo che non
colpisce solo il paziente

In Italia, oltre 200.000 persone soffrono di afasia: una patologia molto complessa, che comporta la perdita della capacità di comporre o comprendere il linguaggio. Si tratta di un disturbo acquisito, dovuto a lesioni dell’area di Broca e dell’area di Wernicke, le parti del cervello deputate alla progettazione, all’ideazione e all’espressione linguistica. Le cause più frequenti sono di tipo traumatico, emorragico o ischemico: ben il 30% delle persone colpite da ictus cerebrali sviluppano una forma di afasia.

Questo disturbo ha gravi conseguenze sulla vita del paziente e delle persone che gli sono più vicine. Dato che il linguaggio è lo strumento più importante per poter comunicare, l’afasia può comportare la perdita della rete sociale e pesanti frustrazioni da un punto di vista emotivo. Spiega il Dottor Giuseppe Sciarrone, Consulente Neurochirurgo presso l’ospedale Humanitas Gavazzeni di Milano:
“Il paziente afasico viene depauperato di tutta una serie di aspetti che riguardano non solo la sussistenza, ma anche la sfera affettiva. Questo naturalmente fa scaturire anche nelle persone che gli sono accanto una sorta di frustrazione e di impotenza, che porta il soggetto a chiudersi sempre di più in se stesso”.

Il disturbo

Un'app per parlare
attraverso le immagini

Questo progetto nasce con l’obiettivo di restituire alle persone affette da afasia la possibilità di tornare a comunicare con amici e familiari in modo semplice e veloce.
Samsung WemogeeTM svolge infatti una duplice funzione: strumento di messaging a distanza tramite chat e supporto alla comunicazione in situazioni di compresenza.
Tramite la traduzione da testo a emoji e viceversa, l’app permette all’afasico di dialogare utilizzando esclusivamente le immagini. Samsung WemogeeTM si basa infatti su una library predefinita di più di 140 frasi: in collaborazione con un team di professionisti sanitari, è stata elaborata una lista delle frasi più frequenti negli scambi comunicativi di tipo informale, relative ai bisogni primari così come alla sfera affettiva.
Queste frasi sono state quindi tradotte in sequenze logiche di emoji: i pazienti afasici identificano ciò che desiderano comunicare tra un panel di opzioni esclusivamente visive, inviando la relativa sequenza di emoji al destinatario non afasico.
L’utente non afasico riceverà la comunicazione in forma testuale e potrà rispondere utilizzando parole scritte.

Il progetto

Semplice e intuitiva
come gli emoji

La user experience di Samsung WemogeeTM è stata studiata sulla base delle esigenze del destinatario finale. L’interfaccia semplice e intuitiva consente di non sollecitare eccessivamente la rete ideativa del cervello dell’utente afasico: tramite un unico action button, il paziente può iniziare o continuare un dialogo con i propri contatti.

Ma non solo: le frasi predefinite su cui impostare la comunicazione sono state suddivise in sei macro-categorie, per agevolare la selezione da parte degli utenti; grazie a un attento studio dei nessi logici tra le varie frasi, Samsung WemogeeTM offre inoltre un sistema di risposte suggerite in base a determinati messaggi.

Unico action button

User experience

Il supporto scientifico

“I pazienti afasici comprendono gli emoji perché rappresentano tutti gli aspetti delle emozioni. Al fine della comunicazione, è utile che ci sia un elenco ben definito di frasi riferite ai bisogni più immediati, in modo da evitare eccessivi sforzi logici. Durante le varie fasi di sviluppo, Samsung WemogeeTM è stata testata su diversi soggetti afasici e abbiamo avuto modo di constatare quanto l’app risulti semplice, intuitiva ed efficace”.
Dott.ssa Francesca Polini

Dott.ssa Francesca Polini

Logopedista e Docente
presso l'Università degli Studi di Milano

“Nel tradizionale trattamento dei disturbi del linguaggio, le immagini e i gesti hanno un ruolo fondamentale perché oltrepassano la barriera della verbalità. In questo senso, Samsung WemogeeTM rappresenta una vera e propria nuova metodologia di comunicazione. L’inserimento di risposte suggerite, di fronte a determinate domande, rappresenta un modello di interazione semplice, che agevola l’utilizzo da parte del paziente afasico limitando le sue possibilità di scelta e di conseguenza le possibilità di errore”.
Dott. Elio Clemente Agostoni

Dott. Elio Clemente Agostoni

Direttore del Dipartimento Neuroscienze
presso l'Ospedale Niguarda di Milano

In partnership con

Ospedale Niguarda Ca' Granda

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Un ringraziamento speciale ad Antonio Velasco Román, Dr. Julius Deutsch, membro della Kommhelp e.V. e HyangHee "Hope" KIM, Prof.ssa presso la Yonsei University College of Medicine (Seoul, Corea) per aver supportato il progetto Samsung Wemogee, traducendo volontariamente i testi nelle loro rispettive lingue.
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